
Ascolta in silenzio
Ascolta non per attendere di poter parlare
Ascolta per il piacere
di sapere
altro da te
Cecilia Gattullo (acrilico su tela)

Ascolta in silenzio
Ascolta non per attendere di poter parlare
Ascolta per il piacere
di sapere
altro da te
Cecilia Gattullo (acrilico su tela)

Anima fai sentire la tua voce
Ricorda al corpo quale sia la tua natura
Sussurragli il tuo bisogno di cure
la tua necessità di sentirti pura
la tua esigenza di sentirti libera dagli impacci e dai lacci in cui a volte
il corpo stesso
ti imprigiona.
(Cecilia Gattullo)
Avvolgere una pashmina al proprio collo è una sensazione sempre magnifica, soprattutto se sono “vere” pashmine come quelle che mi sono arrivate direttamente dal Tamel di Kathmandù. Sono un tripudio di colori e di morbidezza e la mia mente si è subito messa all’opera ed è così che è nata questa “borsa quadro”, arricchita oltre che dal dipinto anche dai manici realizzati con pezzi di sciarpa. Ma ahimè è un materiale molto delicato e come potevo rendere i manici più sicuri e duraturi?
Ma certo, inserendo al loro interno pezzi di cinture di sicurezza…


Questi ultimi giorni li ho passati in compagnia di due miei vecchi amici, la “solitaria” Emily Dickinson , e l'”enigmatico” Fernando Pessoa. Entrambi hanno accompagnato me, durante la mia adolescenza e il mio divenire adulta, entrambi hanno affascinato, fin da subito, la mia mente così sempre desiderosa di conoscere e confrontarsi con l’animo altrui.
Emily e la voluta “clausura” nella sua stanza, nella sua casa, una solitudine lunga vent’anni, e Fernando, con il suo sentirsi a volte “multiplo”, il suo sentirsi come una stanza piena di specchi fantastici che distorcevano, secondo lui, in falsi riflessi un’unica realtà.
Nel leggere i loro scritti viene naturale immaginarseli intenti nel cercare il proprio Io e la propria interazione con il mondo, e perché non pensarli appoggiati ad una parete, con le mani che tengono ben saldo il proprio corpo per non perdere comunque la percezione di sé?
Ogni tanto una parete sarebbe necessaria…………..
Eccolo, è proprio lui, questo è il momento preciso in cui ti trovi da solo davanti a lei, bianca, incontaminata, essa è in balia del tuo stato d’animo pronta a ricevere il messaggio di cui si farà portatrice.
E’ un momento delicato, particolare, unico. Bisogna ascoltare, devi prendere, tu, tutto il tempo possibile per cogliere l’attimo giusto per iniziare. Non sempre è il momento giusto, a volte, bisogna attendere.
Forse oggi è uno di quei momenti.
Allora, dunque, dopo aver passato giorni interi sotto attacchi di ansia, provocati da questa nomina piovutami dal cielo, ah no già, assegnatami dal così gentile Avvocatolo, sono riuscita a mettere insieme codesti pensieri, per quanto avrei preferito poterli esprimere per mezzo dei miei fidati pennelli e colori e con un po’ meno di ansia. In realtà la storia non è scritta in una singola frase, ma so che Avvocatolo sarà così magnanimo da perdonarmi.
“Perché non riesco ad aprire questa porta? Devo uscire, ora, immediatamente”; era spersa, il suo corpo non reagiva, non seguiva ciò che avrebbe voluto e che le ordinava la sua mente, restava immobile, niente da fare, continuava a rimanere immobile, gli occhi sgranati e il suo corpo intento solo a cercare di aprire quella maledetta porta. Eppure non ci sarebbe voluto molto, un semplice gesto, quel gesto che si è soliti compiere più volte al giorno, ma lei in quell’istante non era in grado di eseguirlo, mente e corpo sembravano quasi non appartenerle più, e proprio lei, sempre così perfetta e razionale, lei, capace di risolvere sempre ed in maniera impeccabile qualsiasi problema, ora non sapeva come fare. “Nulla di preoccupante, guarda oltre”, urlava disperatamente il suo Io, “per favore impara ad osservare, è una porta scorrevole, solo e semplicemente una porta scorrevole”.
Ecco, ora, per quanto riguarda i tag e i link , io sono una perfetta frana e quindi spero che basti ricopiare ciò che ha scritto Avvo per linkarlo. Per quanto riguarda le nomine invece, non saprei chi nominare, anche perché siete voi nuovi amici di blog che io seguo, ma siete già stati nominati da lui, ma chiunque passi di qui provi comunque a cimentarsi in questa avventura.
Questa è invece la fantastica frase di Avvocatolo e di seguito le sue regole:
Causa errato acquisto vendesi tomba vuota (mai usata) e kit decennale di chemioterapia (usato 80%); valuto permute con fucile a canne mozze o candelotto di dinamite, munirsi di autocertificato di morte, trasporto a carico della salma, NO contrassegno.
Allora.
Finora ho glissato alquanto sui Tag. Sono arrivato ad autonominarmi qui.
Non c’è bisogno che io vi dica cosa sia un Tag, veniamo alle regole:
E’ tutto.
Vorrei avere uno specchio
Per riflettere l’anima mia impaziente
E imparare a guardare oltre
Le pieghe che una nebbia di parole nasconde.
Vorrei indossare un’armatura
Per proteggere la mia mente frastornata
E provare a curare
Le ferite della guerra che è dentro me.
Vorrei fermarmi in un luogo
Per rifocillare il mio corpo stremato
E aspettare all’ombra
di un ciliegio in fiore per vedere un sorriso.
Vorrei sentire una mano
Che carezzi i miei capelli arruffati
E provare il calore
di un abbraccio sincero che mi addormenti.
Vorrei trovare la pace
Che cerco per me e la mia anima
E per i miei occhi
Che guardano un groviglio di pensieri confusi.
( Acrilico su tela ispirato dalla poesia “L’anima mia impaziente” di Piera Romeo)