Lega(me)

Legame
Lega me
La profondità di un legame a volte instabile
Fanno da sfondo i ricordi
La memoria di ciò che è stato assume le sembianze del vuoto
L’assenza nella presenza
Legame
Voluto
Subìto
Meccanismi senza uscita
Uscita dai meccanismi
Rottura
Rinascita
Non rottura
Necessità del legame

Tutto ciò che può instaurarsi in un Legame ormai instabile raccontato nella Performance “Ritratto di un Lega(me)” di Alex Kova performance per la quale è nato il quadro “Legame”
Otto ore in una stanza
La presenza del quadro, le sue riproduzioni cartacee ed il proprio io
Il confronto con se stessi, il dialogo con le immagini, con i propri pensieri
Lacrime, smarrimento, sbigottimento, rabbia,
L’azione diretta sul ricordo, sul presente, azione fisica e mentale
Vetri che si infrangono
Promesse infrante o ritrovate
La tempesta di emozioni passa
Subentra la calma
Ci si spoglia di ciò che è avvenuto e si rimane a guardare ciò che resta

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Performance realizzata all’interno del progetto artistico sequenziale -Lega(me)- presentato da This Is My Church dal 18/5 al 25/6 via Principe Tommaso 52, Torino

Quadro realizzato da Cecilia Gattullo   (acrilico su tela) ©2018CeciliaGattullo
Ph ©2018CeciliaGattullo

22 pensieri su “Lega(me)

  1. ivano f ha detto:

    Lo scorcio di un tempo -che si sta mangiando il bianco o che si sta facendo mangiare da esso?- di verità che si vanno rivelando, verità che forse legheranno o forse separeranno (ma pur facendolo legheranno comunque in un qualche modo)…
    Bellissimo, potente.
    Ogni bene

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  2. tachimio ha detto:

    Un quadro , il tuo dove quelle figure lontane l’uno dall’altra, mi pare evidenzino molto bene la loro solitudine. L’ essere entrati in quel vortice dove tutto ormai appare lontano, dove nessun più legame unisce, dove i pensieri si moltiplicano assieme ai perché, ai come. Molto belle anche le immagini seguenti. In tutto il post aleggia un senso del vuoto che ben percepisco nel tuo disegno. Complimenti cara. Isabella

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  3. jalesh ha detto:

    Preso da varie prospettive questo disegno di queste due persone avvolte nella tela del dubbio, dell’incertezza, dei ricordi dell’amarezza, dell’oblio….ed alla fine di questo legame il nulla …forse a guardare ciò che resta …ma forse anche a pensare di ricominciare senza ripetere gli stessi errori. Bravissima sempre di più. Bisous

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  4. Franz ha detto:

    Che dire, Cilla… Gabbie di infinito…come il limen tra il nero e il bianco della zona dell'”inconcluso” con cui segni il perimetro di un viaggio…anzi di infiniti possibili viaggi…ed il pensare nella moltiplicazione delle immagini (la foto è sempre un moltiplicatore d’eterno) apre le innumerevoli ambiguità del segno, territorio privilegiato nel mondo d’ombre delle tue anime. COMPLIMENTI!

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